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Tra terremoti e confini, sui Monti Dauni

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ANZANO DI PUGLIA FONTANA · foto Antonioselicato, CC BY-SA 4.0, Commons

Panni · Monteleone di Puglia · Anzano di Puglia · FG

Sono tre paesi della provincia di Foggia; due di loro confinano con la Campania. Per due di loro il confine è anche storia amministrativa: Monteleone di Puglia, secondo le schede della Regione Puglia, è passato dalla provincia di Avellino a quella di Foggia nel 1929; Anzano, per il suo Comune, è stato irpino dal 1862 al 1931, con il nome di Anzano degli Irpini. Il secondo filo sono i terremoti, che a Panni hanno fatto cadere una torre e a Panni e ad Anzano hanno abbattuto chiese, alcune ricostruite. Il viaggio è per chi accetta paesi piccoli e fonti scarne. Il tema dei borghi e dei sentieri regge solo in parte: l'unico sentiero descritto nelle fonti arriva a Panni, e di Monteleone si conosce quasi soltanto la storia feudale, non i monumenti. Ordine delle tappe e giorni sono una nostra proposta.

In breve

Durata. 3 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Panni

Chi cammina arriva dalla valle del Cervaro. La scheda di Va' Sentiero sulla tappa del Sentiero Italia da Orsara di Puglia a Panni conta 15,2 km, difficoltà E, 626 metri di salita: si passa per la cima della Montagna, a 957 metri, si scende a Montaguto e al torrente Cervaro, poi si risale al paese. La segnaletica manca, l'unico punto d'acqua è a Montaguto, e la scheda è del 2019. In cima all'abitato, scrive il GAL Meridaunia, la Rocca regge i ruderi di una torre di vedetta che il GAL data, con un «sembra», agli inizi del Cinquecento (le attribuzioni sono discordi), eretta probabilmente contro le incursioni turche per controllare la valle: era alta circa tredici metri su una base di otto, e la fece cadere il terremoto del 1732. Il luogo di culto della Chiesa Madre di Santa Maria Assunta è già dell'XI secolo; la chiesa nuova, finita tra il 1830 e il 1842 per 14.000 ducati, usò in parte le pietre del castello; i terremoti del 1930 e del 1962 ne lasciarono in piedi i muri perimetrali, la facciata e le cappelle laterali, e l'edificio di oggi è del 1985. Dalla chiesa più antica viene la statua della Madonna di Loreto in marmo bianco; l'orologio della facciata arrivò nel 1905 da Rovato, nel Bresciano. Lungo il corso, la Chiesa del Purgatorio porta sul portale la data 1802 e il nome del committente, Pietro Cotoia, che la fece alzare sul proprio terreno; accanto alla Chiesa del Calvario stanno cinque croci di ferro a doppia traversa. Nel portale di Palazzo Manuppelli il GAL legge il lavoro degli scalpellini locali: animali, volute, vortici. Il santuario della Madonna del Bosco, a circa sei chilometri sul versante del Monte Crispignano, fu fondato nel 1503 da Tommaso Caraffa, signore di Bovino, ed era convento agostiniano; ogni anno una processione ne porta la statua alla Chiesa Madre. Il monte, che Va' Sentiero dà a 1.105 metri, ha pascoli in cima e, per il GAL, molte orchidee, lupi e rapaci. Il giorno dopo, nella nostra scansione, si va verso il confine.

Giorno 2 — Monteleone di Puglia

A Monteleone le fonti aperte non descrivono una piazza né un portale: raccontano un territorio conteso. Una scheda CartApulia della Regione Puglia ricorda che nel 1140 Ruggero il Normanno convocò qui l'Assise di Selvamala, da cui vennero le prime leggi fondamentali del regno normanno del Sud. Nel 1285 Carlo I d'Angiò fece della terra un demanio feudale, e nel Trecento gli abitanti tentarono di staccarsi da Ariano per avere un demanio proprio. Nel 1495 Ferdinando II la cedette per 300 ducati d'oro a Martino Marziale; in un secolo il feudo cambiò mano almeno cinque volte, tra Gonzaga, Carafa, Guevara, Brancia e Capece Galeota, prima dei Platti. Sotto i baroni la residenza baronale fu pagata con tasse pesanti; a un certo punto, ricorda la scheda, gli abitanti chiesero di tornare nel feudo di Ariano; con i Platti, nel Seicento, le tasse non salirono e fu costruita la Chiesa Madre. Il Cinquecento fu anche tempo di pestilenze, terremoti e processi ai Valdesi davanti al vescovo di Bovino, ufficiale dell'Inquisizione; Wikipedia ricorda profughi provenzali valdesi e una comunità arbëreshë, poi assimilati. Dopo il 1806 l'Università accrebbe il demanio e aprì una scuola pubblica; dopo l'Unità un sindaco restaurò la Chiesa Madre, portò posta e telegrafo e fece dell'ex convento dei Frati Minori il Municipio. Nel 1977 il paese passò dalla diocesi di Ariano a quella di Bovino. Wikipedia racconta anche una rivolta delle donne nel 1942, con 180 arresti: è fonte collaborativa, da riverificare. Da qui si va ad Anzano.

Giorno 3 — Anzano di Puglia

Anzano ha un territorio piccolo, diviso tra un versante pugliese e uno campano. Lo stemma comunale mostra un tempio dorico attraversato da una strada a basoli grigi, ed è un indizio: il Comune colloca il paese all'incrocio tra la via Herculea e la via Aurelia Aeclanensis, e la scheda del Ministero della Cultura vi fa passare la via tra Aeclanum e Herdonia. Nell'841, per entrambe le fonti, il fondo fu donato da Lotario I al monastero di Farfa. Il Comune racconta lo spopolamento tardo-medievale, di cui dichiara ignote le vere cause: nel 1462 Ferrante d'Aragona, assediando Accadia per diciannove giorni, distrusse quasi certamente anche Anzano, che nel 1487 risulta disabitato e accorpato a Trevico; nel primo Settecento tornarono pagliai e masserie, nel 1799 un casale di 825 anime chiese l'autonomia e l'ottenne con il 1810. Poi i terremoti. Quello del 1930 fece 39 morti, abbatté l'antica chiesa madre romanica a tre navate e la chiesa di San Donato, non ancora consacrata. La scheda ministeriale ricorda che il sisma del 1930 distrusse la chiesa di Santa Maria e che andò perduta anche l'antica statua della Madonna. Il 1962 e il 1980 cancellarono il resto, e dell'antico restano alcuni portali di case private. La Chiesa di Santa Maria di Anzano è stata ricostruita dopo il 1930; il dettaglio singolare sta nella chiesetta di Mastralessio, degli anni Cinquanta, che ha i portali della chiesa di San Donato. In piazza Municipio il Monumento ai Caduti fu pagato con una colletta tra gli abitanti. Ad Anzano nacque nel 1916 Mario Melino, poi direttore generale della Società Umanitaria di Milano. Un lato del territorio è lambito dal Regio Tratturo Pescasseroli–Candela, largo in origine 111 metri: ogni agosto, scrive il Comune, un gruppo di cavalieri lo ripercorre da Candela a Pescasseroli, e il viaggio, verso il confine, finisce lì.

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