Botrugno · San Cassiano · Nociglia · Surano · Spongano · Sogliano Cavour · LE
È un viaggio lento in sei paesi del Salento interno, tutti in provincia di Lecce. Il filo che le fonti reggono è una campagna precisa: il Parco agricolo multifunzionale dei Paduli, una piana di uliveti, canali e vore che prese il posto di un bosco di querce, e che comprende quattro dei sei comuni, Botrugno, San Cassiano, Nociglia e Surano. Intorno, piccoli centri storici di origine medievale o più antica. Va detto con onestà che il tema regge solo in parte: Spongano e Sogliano Cavour non stanno nel Parco, le fonti su di loro sono poche e lì il racconto si accorcia. È un itinerario per chi legge il paesaggio agrario e la forma dei paesi.
In breve
Durata. 3 giorni.
Il percorso
Giorno 1 — Botrugno e San Cassiano, dentro i Paduli
Si parte da una campagna che non è sempre stata così. Fino alla fine dell'Ottocento, scrive il piano territoriale redatto dai dieci Comuni dei Paduli, quest'area era coperta da una fitta foresta di querce, l'antico bosco di Belvedere; fu disboscata e sostituita soprattutto da oliveti, e ne restano pochi esemplari. Che sia rimasta poco edificata ha una causa nell'acqua: allagamenti e impaludamenti, documentati da viaggiatori dal Seicento, una rete di canali che porta le acque alle vore, le cavità carsiche, e un ampio acquifero sotto i piedi. Le masserie stanno ai margini, lungo la Via Vecchia Lecce. Il Parco non è un'area protetta: nasce da un protocollo firmato il 12 dicembre 2008 tra la Regione Puglia e il Comune di San Cassiano, e il documento lo presenta come alternativa all'idea vincolistica di area protetta. Botrugno sta su un terreno quasi piano segnato dal carsismo, e secondo la scheda del Ministero fu infeudato nel 1193 da re Tancredi a Lancellotto Capece; dopo, per l'enciclopedia Sapere, vennero i Maramonte e i Castriota-Scanderbeg. Il dettaglio è nella chiesa della Madonna di Costantinopoli, o di Sant'Antonio, accanto al palazzo marchesale: per la stessa enciclopedia custodisce una Madonna col Bambino quattrocentesca di stile bizantino e la tomba di Raffaele Maramonte, datata 1564. La cappella dell'Assunta, che il piano dei Comuni dice antica cappella di rito greco, fu ricostruita nel Settecento ma conserva l'abside affrescata della costruzione trecentesca. San Cassiano si allunga sulla strada tra Maglie e Leuca, all'incrocio con quella per Poggiardo; la sua chiesa-cripta di Santa Maria della Consolazione risale probabilmente all'XI-XII secolo, ed è stata consolidata e restaurata con fondi pubblici. Il piano dei Comuni del 2009-2010 calcolava che il 60% del territorio comunale ricadesse nel Parco allora in costituzione, e il sito del Parco indica qui un uliveto pubblico, il Bosco del Parco; alcune querce secolari sono la traccia del bosco perduto. Nel Settecento il paese appartenne anche ai Castriota di Botrugno, e solo nel 1975, ricorda la scheda ministeriale, smise di essere una frazione di Nociglia: è da lì che riparte il giorno dopo.
Giorno 2 — Nociglia e Surano
Per la scheda del Ministero l'abitato di Nociglia sta su un dosso collinare, a 99 metri, cresciuto sulle pendici della serra, e verso ovest gli uliveti si estendono fino alla serra stessa. Le prime notizie risalgono al 1378, quando era tra i possedimenti del Principato di Taranto; fu un casale di poca importanza, con risorse soprattutto agricole, passato tra molti feudatari fino ai Gallone, che lo tennero dal 1663 e per i quali fu costruito il castello. Di quello più antico resta una grande torre quadrata del Cinquecento, con feritoie e piombatoie. Il piano dei Comuni descrive il nucleo del «Casale» con le corti disposte ad anello intorno al Palazzo Baronale, e poco lontano la chiesa di San Nicola; il portale italia.it segnala una cappella mariana che ospita una chiesa bizantina dello stesso santo. Surano invece è in pianura, tra la Serra di Supersano e la costa adriatica. La scheda ministeriale spiega la sua forma regolare: un nucleo intorno al castello e alla piazza della Parrocchiale, senza vera fortificazione, con vicoli ciechi su tre strade ortogonali. Nel 1190 il feudo andò a Gabriele Guarino, e i Guarini lo tennero fino al 1806. La pagina storica del Comune, che dichiara di riprendere Wikipedia e va quindi riverificata, aggiunge i numeri di una crisi: 17 fuochi nel 1447, 5 nel 1483, un calo che attribuisce all'invasione turca di Otranto del 1480. La stessa pagina riferisce che c'erano cinque frantoi ipogei fino agli anni Trenta, e che ne restano almeno due quasi integri; e che in contrada Pozze, lungo la strada che collegava Surano e Spongano, esisteva una struttura trilitica simile a un dolmen, distrutta negli anni Settanta del Novecento da bonifiche private perché non era stata riconosciuta come tale.
Giorno 3 — Spongano e Sogliano Cavour
Spongano esce dai Paduli e riceve poche righe, perché la sola fonte aperta è la scheda del Ministero. Il casale è attestato dai primi del XII secolo, fece parte della Contea di Castro e poi del Principato di Taranto, e nel Quattrocento era scarsamente popolato. Il nucleo antico si allunga sulla strada per Maglie ed è chiuso a sud dal palazzo Bacile; la porta urbica stava probabilmente all'inizio di via Carmine, dove la strada da Ortelle verso Leuca incrocia quella per Maglie, e lì vicino era il Sedile. Nel 1780 erano attestate, oltre alla Parrocchiale, le chiese di San Teodoro, della Pietà, di Sant'Angiolo e del Carmine, alcune oggi scomparse.
Sogliano Cavour, che la scheda ministeriale colloca a circa 25 km a sud di Lecce, fuori dai Paduli, porta un'altra storia: per la stessa scheda appartiene alla Grecìa Salentina e conservò il rito bizantino fino al 1624; nel Seicento furono gli Agostiniani a favorire il passaggio al rito latino; sotto la chiesa poi a loro affidata resta un ipogeo. La pianta è ovoidale, con le strade che convergono sul castello, poi Palazzo Baronale; la cinta di fine Quattrocento si legge ancora nel tracciato di Corso Umberto I e di largo Porta, e due porte guardavano verso Soleto e Galatina. Analisi recenti, scrive la stessa scheda, fanno pensare che la chiesa madre di San Lorenzo Martire sorga su grotte basiliane con un'area di necropoli; la prima chiesa, del Quattrocento, a navata unica, fu ampliata a metà Ottocento per l'aumento della popolazione. Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude qui.
BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 13 difetti corretti · non approvato