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Sorgenti e castelli sul bordo della Murgia

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Cassano delle Murge (vista panoramica) · foto Francesco Falconetti, CC BY-SA 4.0, Commons

Sannicandro di Bari · Toritto · Cassano delle Murge · Acquaviva delle Fonti · BA

Quattro centri della provincia di Bari, tra la pianura dietro la città e il margine dell'altopiano: Toritto, per la scheda del Ministero della Cultura, sta in parte nel Parco nazionale dell'Alta Murgia, Cassano, per il suo Comune, alle porte del Parco. Il registro del progetto li legava ai tratturi, ma nessuna fonte letta usa questa parola per questi luoghi, e il tema va lasciato cadere. Ne regge un altro, più quieto. Tre paesi su quattro hanno un castello nato tra Bizantini e Normanni, Cassano una cinta trecentesca, passati di feudatario in feudatario; e sotto la pietra corre l'acqua: ad Acquaviva il nome viene dalla falda, per il portale italia.it, a Cassano le fonti naturali favorirono, secondo il Ministero, un popolamento precoce. È un viaggio per chi ama leggere le date nei muri.

In breve

Durata. 4 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Sannicandro di Bari

Si comincia da Piazza Castello, davanti a una pianta poligonale irregolare con cortile e nove torri, murata a sacco in tufo carparo e pietra. La scheda ministeriale spiega perché sta qui: nel 916 fu un avamposto contro i Saraceni, attribuito a Costantino VII o allo stratega Piccingli, e gli scavi agli angoli nord-ovest e sud-ovest hanno trovato un primo recinto senza torri, ad angoli arrotondati, datato da ceramica a bande rosse, da monete bronzee di imperatori d'Oriente e da un tarì d'oro di Gisulfo I, principe di Salerno. Più sotto ancora, fori di pali di capanne dell'età del Ferro e tombe a fossa del VI-IV secolo a.C. Poi vennero i Normanni: della chiesa di San Nicola resta un'abside con l'affresco della contessa Emma d'Altavilla, sorella di Ruggero II, e del figlio Ruggero Maccabeo. Nel 1304 Carlo II d'Angiò concesse il feudo al Capitolo di San Nicola di Bari, che con interruzioni ne fu padrone fino al 1806. Il primo agosto 1850 un incendio distrusse torri, decorazioni e parte delle volte; il castello fu abitato da privati fino al 1970 e acquistato dal Comune nel 1967. Se oggi sia visitabile, non lo abbiamo accertato: c'è un avviso comunale del febbraio 2026 sul suo utilizzo, che non abbiamo letto. Fuori, il paese posa su aree pianeggianti di calcarenite, a 183 metri; in piazza Unità d'Italia il monumento ai caduti del 1929 porta la campana «Augustea», fusa, dice la scheda del centro storico, da cannoni austriaci. Dalla pianura, il giorno dopo, nella nostra proposta, verso l'altopiano.

Giorno 2 — Toritto e Quasano

Toritto sta sull'altopiano, e la scheda ministeriale ne classifica il centro come difensivo. Il cuore è una torre normanna quadrata di 13 metri per 13, che la scheda del castello ipotizza della metà dell'XI secolo, al tempo di Umfredo. Nel 1105, nella prima citazione del Codice Diplomatico Barese, il figlio Roberto vi decide una lite tra le università di Grumo e Bitetto. Tra il 1189 e il 1370 i De Funtanellis gli aggiunsero a nord il palatium, torri circolari e una cinta; nel 1564 Luigi Pignatelli fece alzare accanto la Torre dell'Orologio. Orazio Della Tolfa Frangipane mise all'ingresso due leoni su un basamento di granito grigio e il suo stemma con un'epigrafe latina sulla torre, di cui non abbiamo trovato il testo; lo stesso stemma torna sulla vera del pozzo, in pietra bianca, dentro la torre. Nel 1619 Carlo Della Tolfa fece ricostruire Santa Maria della Stella, e nel 1733 si aprì una nuova porta a oriente delle mura. Poi l'acqua: Quasano, borgata sul perimetro del Parco, è per il FAI un'area ricca di sorgenti, attraversata da una lama, e sarebbe citata per la prima volta, secondo il FAI, nel 1575 come «Parco di Acquasana». Alla festa della Madonna, il FAI ricorda una tradizione di fine Ottocento: il pane marchiato MSSQ; e qui furono individuati i primi esemplari di Ophrys mateolana, un'orchidea. Dalle sorgenti di Quasano, nella nostra proposta, si passa a Cassano.

Giorno 3 — Cassano delle Murge

A Cassano la roccia è bucata. La scheda ministeriale del centro storico descrive un territorio attraversato da grotte carsiche: la Grotta di Cristo a circa 3 km, la Grave di Pasciullo a circa 2 km a est, e vicino il Pozzo di Conetto, «sorgente inesauribile». Quelle fonti, scrive la scheda, spiegano un popolamento precoce, segnato da un menhir e da un monolite di tipo dolmenico. Nella seconda metà dell'XI secolo Roberto il Guiscardo donò il borgo all'arcivescovado di Bari, cui Cassano appartiene ancora come diocesi; nel Trecento i Del Balzo lo fortificarono, e un tratto di mura megalitiche resta presso Santa Maria dei Martiri, costruita tra il 1348 e il 1350. Della matrice trecentesca è rimasto solo il campanile, colpito più volte dai fulmini; la chiesa fu rifatta in forme neoclassiche dal 1858 su progetto di Francesco Paolo Galietti. Il Palazzo Miani-Perotti è del 1763, del cassanese Vincenzo Ruffo, allievo di Vanvitelli; sotto, un pavimento a mosaico fa pensare a una villa romana, e nel succorpo della chiesa del Crocifisso la scheda segnala frammenti di un tempio a Giano.

Il MUTEC, in via Sanges, racconta oltre trentacinque secoli del territorio; la scheda comunale, aggiornata nel maggio 2025, lo dà aperto il martedì e il giovedì dalle 16 alle 19. Il Convento di Santa Maria degli Angeli nasce, secondo la tradizione riportata dal Comune, da un affresco ritrovato in una grotta verso il 1250; la bolla di Paolo II per il nuovo convento è del 29 maggio 1469, e il chiostro ha affreschi del primo Settecento sulla vita di San Francesco. La Foresta Mercadante, pineta del 1928, fu piantata per frenare il dissesto della Murgia. Tra Cassano e Santeramo, per il catalogo del Ministero, furono girate scene del film muto «Idillio infranto» (1931) di Nello Mauri, che ne ebbe anche ad Acquaviva.

Giorno 4 — Acquaviva delle Fonti

Acquaviva sta a circa 300 metri, a metà strada, dice la scheda ministeriale, tra la riviera adriatica e il golfo di Taranto, e porta l'acqua nel nome. La sua storia è quella di un castello che cambia padroni: al conte normanno Cornulo, tra il 1129 e il 1136, risalgono il nucleo più antico e la prima cinta; a metà del XII secolo un altro conte normanno aggiunse ambienti e l'impianto più antico di Sant'Eustachio; Filippo Cinardo, dell'entourage di Federico II, rifece le mura; a fine Quattrocento, nel conflitto che la scheda lega a Carlo VIII, castello e mura furono in parte distrutti. Con gli Acquaviva d'Aragona, nel Cinquecento, sorsero i palazzi Coriolano e Abrusci e le chiese di Santa Maria Maggiore e San Benedetto, e Sant'Eustachio fu ricostruita; i de Mari, feudatari fino al 1806, diedero al castello l'aspetto attuale, e il Palazzo De Mari è oggi municipio. La cattedrale, per italia.it, è una delle quattro Basiliche Palatine di Puglia; il FAI descrive sul portale la lunetta con la visione di Sant'Eustachio e nella cripta tre altari, due dei quali d'argento. La cipolla rossa è Presidio Slow Food: per Slow Food il suolo, profondo e ricco di potassio, è ideale per coltivarla, e un testo del 1875 che diceva quelle cipolle «ricercatissime anche da lontane regioni». Sulla provinciale 127 verso Santeramo, la Grotta di Curtomartino, museo in situ per l'ISPRA, si visita solo con guida su prenotazione; dentro, per italia.it, stalattiti e stalagmiti.

BOZZA del 2026-11-08 · solo locale · gate eseguito: PASSA CON CORREZIONI, 15 difetti corretti · non approvato

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