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Terre di badesse e di cavalieri

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2024 Castello di Conversano (2) · foto Chris06, CC BY-SA 4.0, Commons

Rutigliano · Conversano · Putignano · Noci · BA

Quattro centri a sud-est di Bari, tutti in provincia di Bari, che per vie diverse guardavano a Conversano. Lì, secondo un volume della Basilicata University Press, nacque una delle prime contee normanne; le prime notizie di Putignano, del X secolo, per la scheda del Ministero della Cultura la legano a Conversano; Rutigliano divenne «castellum» forse per rendersi autonomo da lei; in età moderna Noci entrò nella sua contea e vi restò fino al 1806. Il secondo filo è quello dei signori in abito religioso: le badesse mitrate di Conversano, i monaci di Monopoli e poi i cavalieri di Rodi e di Malta a Putignano, i canonici di San Nicola a Rutigliano. È un viaggio per chi ama leggere i paesi dalle mura, dalle porte e dagli archivi. Il tema dei trulli, che avevamo immaginato, non trova appoggio in nessuna fonte letta.

In breve

Durata. 4 giorni.

Il percorso

Giorno 1 — Rutigliano

Si sale alla Torre Normanna, sulla sommità di un colle a circa 130 metri: per il FAI è la torre maestra del castello che i Normanni ristrutturarono e ampliarono agli inizi del XII secolo, e lì si raccolsero gli abitanti di Azetium, Tomegna, Bigetti e Casilio. È la stessa storia che la scheda ministeriale racconta con prudenza: un centro attestato dalla metà dell'XI secolo, forse nato dall'unione di piccoli insediamenti della campagna, che alla fine del secolo passa da «loco» a «castellum», probabilmente per la presenza normanna e la volontà di autonomia da Conversano. Il paese è rimasto concentrico, stretto tra la torre e la collegiata di Santa Maria della Colonna; le mura sono ridotte a lacerti, ma il perimetro si legge, con tre porte: Porta Castello, Porta di Bari, Porta Siconis. Per secoli Rutigliano fu feudo del Capitolo di San Nicola di Bari, che tra il 1646 e il 1708 lo diede in fitto ai duchi Caraffa di Noja. Nella collegiata, consacrata nel 1108 dal vescovo Sasso secondo il FAI. Sempre per il FAI, un leggio di marmo porta l'iscrizione di un «Ugo» figlio di «Asgot» e il simbolo dei Bassavilla, poi passato nello stemma della città; c'è anche un polittico di Antonio Vivarini. Nell'ex convento dei Domenicani il Museo Civico del Fischietto in Terracotta conserva le opere premiate del concorso nazionale nato nel gennaio 1989. La scheda del catalogo lega i fischietti alla fiera di Sant'Antonio Abate, a fine gennaio, quando comincia il Carnevale, e riporta una tradizione orale: durante una festa del Santo i vicini di Noicattaro furono respinti a fischi. Domani, la città da cui Rutigliano, forse, voleva rendersi autonoma.

Giorno 2 — Conversano

Alla base della Torre Maestra del castello si vedono, scrive il Ministero della Cultura, mura megalitiche del VI-IV secolo a.C.: Conversano sorge sul centro peucezio di Norba, e per il volume universitario la cinta medievale ne ricalca in parte il tracciato. Sopra quelle pietre la torre normanna, la sola torre normanna superstite, alta circa 25 metri, fu iniziata nell'XI secolo dal conte Goffredo. Dal Quattrocento gli Acquaviva fecero del castello una dimora: Giulio Antonio aggiunse la torre cilindrica, il figlio Andrea Matteo la torre poligonale a scarpa, pensata contro l'artiglieria. Il volume universitario descrive un suolo calcareo e permeabile, senza fiumi, dove l'acqua si raccoglieva in laghi naturali nelle conche di terra rossa, in pozzi e cisterne che le carte conversanesi registrano dal X secolo. La cattedrale fu riedificata alla fine del XIII secolo, con una finestra attribuita a Facitolo da Bari, e un affresco medievale sopravvisse all'incendio del 1911. Il dettaglio che resta è nel monastero di San Benedetto, oggi museo archeologico: dal 1266 vi subentrarono monache cistercensi, e le loro badesse mitrate esercitarono per secoli giurisdizione feudale ed ecclesiastica. Un saggio di F. Sportelli descrive il baciamano: i preti, anche quelli di Castellana, si inginocchiavano davanti alla badessa sotto il baldacchino, con pastorale e mitra; nel 1709 Roma lo ridusse a un inchino, nel 1810 Gioacchino Murat abolì quei poteri. Nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano, consacrata nel 1660, e nella pinacoteca del castello, con la «Gerusalemme Liberata», si guarda Paolo Finoglio. Il giorno dopo, Putignano.

Giorno 3 — Putignano

Putignano sta su tre collinette, dice la scheda del Ministero della Cultura, e il suo nucleo altomedievale aveva al centro la chiesa madre di San Pietro e il castello, i cui resti sono inglobati nel Palazzo del Balì, sul corso Vittorio Emanuele. Il paese ebbe signori religiosi per oltre sette secoli: dal 1086 al 1385 i benedettini di Monopoli, dal 1358 al 1806 i cavalieri di Rodi e di Malta. Nel 1394 le reliquie di santo Stefano arrivarono dall'abbazia monopolitana, e la scheda ministeriale fa risalire a quell'episodio l'origine del Carnevale; il FAI precisa che le portarono i cavalieri, per proteggerle dai pirati, in Santa Maria la Greca: un reliquiario d'argento con un frammento del cranio del santo e un'icona della Madonna Odigitria. Nella stessa chiesa c'è un Compianto ligneo tardomedievale di iconografia nordeuropea. Il 26 dicembre, festa del santo, la Festa delle Propaggini apre il Carnevale. Nel 1472 una nuova cerchia di mura, con ventisei torri e due porte, seguì all'incirca il tracciato dell'attuale Extramurale, attorno a cui tra Otto e Novecento sorsero le prime fabbriche. Della Porta del Barsento resta una torre. La stessa scheda ricorda il vincolo del 1985 sulle aree boschive in località Barsento, nei comuni di Noci, Alberobello e Putignano. Sulla statale 172, in territorio di Putignano, la Grotta del Trullo, scoperta nel 1931, si apre sotto circa un metro e mezzo di roccia; l'ISPRA la definisce «primo sito turistico della Puglia». Domani, verso il Barsento.

Giorno 4 — Noci

A Noci i vicoli finiscono nelle «gnostre», i piccoli slarghi in fondo ai vichi che la scheda ministeriale descrive attorno alla chiesa madre, fondata nel XII secolo; si entra nel borgo medievale da Porta Putignano. Un documento del 1188 nomina un luogo di culto: l'arcivescovo Rainaldo di Bari affida al vescovo di Conversano Rutigliano e «Sanctam Mariam de Nucibus»; nel 1240 Federico II ordina agli abitanti di contribuire alla manutenzione del castello di Ruvo. L'origine da un castrum bizantino resta un'ipotesi dello storico Pietro Gioja, del 1839. La Torre Civica in piazza Plebiscito è del 1823; nella Cappella della Trinità sopravvive un ciclo di affreschi tardogotici, lacunoso. In campagna, Santa Maria di Barsento è una chiesa rurale dell'XI-XII secolo. A circa un chilometro dal centro, il santuario della Madonna della Croce nasce nel 1483 come cappella per un affresco trecentesco; ha il tetto in chiancarelle, un boschetto di fragni con la grotta, panche per i pellegrini e un cavalcatoio. La scheda scarta la leggenda dei pastori che vi avrebbero trovato l'affresco: la grotta è piuttosto un crepaccio. Per il FAI, nell'abbazia benedettina della Madonna della Scala, in una pineta della Murgia meridionale, i monaci copiano a mano e restaurano libri antichi. Il viaggio, nella nostra proposta, si chiude tra quei libri.

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